nel corpo unidimensionale
ovunque mi muovo
ti sbatto contro
holy magnetic
atom heart
vedo decomporsi il nord magnetico
quando scopro il colore dei tuoi capelli
ogni atomo del mio corpo decade per te
come mi scivolano le mani sul tuo volto
in attesa che le tue labbra - sulle mie
disegnino la configurazione più stabile
nottelettrica.
serotoninlike.
sieben rosen später
ho tante rose nel letto quante sono
le labbra che si sono congiunte
qui sopra
tra le spine degli ego
in due tempi connessi
isomorfismo di luna e sole
i tuoi occhi del colore dei miei
tu cogli rose di ogni colore nel giardino del mio essere.
fing-my-skin
la mia pelle ti dona.
la razionalità mi scivola via dalle dita come lo shampoo quando voglio purificarmi sotto la doccia.
l'istante, i pensieri, l'armonia
l'alba ad oriente cresciuta dal rame dei tuoi capelli percossi dal sole è il wormhole che mi fa dimenticare le serpi che covo in grembo perché sotto effetto pesante di morfina stanno zitte al tuo ruggito smielato che mi piace tanto. lo amo come ti amo perché in un posto straniero – dove il buio circonda la luce – mi guidi dal grigiocemento al verdespettrale di costruzioni che non avevo mai visto lasciandomi sfoggiare il bello che coltivo più in basso delle marianne (non mi serve la luce perché nel profondo di un abisso si cresce senza) in esclusiva per te, dopo le ceneri di un giorno tragico. è stato meraviglioso infilarsi per le strade venose e carezzarle al passo come quando le mie dita ti percorrono il corpo o tu lo fai con me, sai dove proseguire ed in silenzio ti sono accanto perché sei tu che rifornisci di ossigeno il dna delle strade oltre che i miei polmoni consumati dal vizio. tocchi e germoglia, tocchi e germoglia, germogli-mi-tocchi, dio, che se non fosse per la fisica niente sarebbe stato appannato, niente avrebbe permesso l'edificazione di un mobile mondo portatile ed anche per questo so di amarti, nelle vene e nel bocciolo, e quando guardo poi ad occidente il castano del tramonto sui tuoi capelli nulla mi sembra più ostile.
autodistruzione compulsiva
brandelli di mente fluttuanti nello stesso solito presunto oceano che si scontrano occasionalmente sul ruggire di un nuovo ricordo in conformazione. l'oceano è uno sputo nel mio cervello e lo vedo confluire in un luogo dove realtà e finzione si mescolano e dove non ci sono confini tra cosa la mia mente vede e la realtà effettiva delle cose quasi come quest'ultima fosse la gemma racchiusa in biglie che divergono su un lago ghiacciato lì da dove provengo.
