(bedenken)
le spine sono zanne in una bocca che nasconde fauci,
il sangue tra le parole nasconde la rosa eterna
sotto la brutalità di un fiore che piange petali.
(bedenken)
le spine sono zanne in una bocca che nasconde fauci,
il sangue tra le parole nasconde la rosa eterna
sotto la brutalità di un fiore che piange petali.
ho il sangue in bocca quando chiudo le labbra perché non ho denti ma spine,
il tuo corpo è l'universo di giganti rosse
quando loro scheggiano
il vuoto cosmico fra la mia bocca e la tua carne.
due rose si pungono dove il linguaggio non arriva
nel silenzio sopra il mondo
ogni scheggia si fa poesia,
e piange memorie sempreverdi.
tra sodoma
e gomorra
si aggira lo spettro
di un me
che si volta ad osservare
le lacrime di fuoco disseminate
(e divengo di sale)
EB72
è il crittogramma che suggerisco
a te, quando mi manca la parola
che trovo lì nel cosmos
mentre ti vedo divergere da me
all'ombra di un astro che sa di
rosso rosso rosso.
EB78
è il diverso, l'ignoto – il fiore
dell'uccello del paradiso
che sta fra campi ad attendere
la mano che si fece gesto.
EB7867
un delirio di onnipotenza
l'inesauribile capacità
di cucire due pelli con
lo stesso filo -
di restituire ai bianchi papaveri il
rosso rosso rosso.
ho haiku negli occhi per quando ti guardo
(e cerco la parola – die blumeswort)
ed una katana in bocca
che dilania il fiore di ciliegio che c'è
in te.
ho soli nel corpo
e vivi e vedi
il vento solare che custodisco tra le labbra
quando distiamo zero parsec
fondo idrogeno
tu elio.
sei tra la parola ed il numero,
ti completo con linguaggi di miele
bienesarbeit
alveare
e sulla tua pelle punture di me.
sieben ante meridiam,
am (neue) ende.
zungenssynergie+wildlieb;
il tuo corpo è la tela
quando la mia lingua si fa pennello
ad ogni organo un diverso colore
diventi arcobaleno e poi
mi cibo
di ogni
tuo pigmento.
banchetto tra le tue labbra.
nessuna apertura alare
ma apertura di occhi che volano fra le solite allucinazioni e non;
fra ponti bidimensionali celesti e rosa ed una giornata al sapore del vento
e di te.
(non sono più abituato a scrivere, ahimé)